Atto di separazione consensuale e agevolazioni ‘prima casa’

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separazione consensuale
10 Set
2019

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Atto di separazione consensuale e agevolazioni ‘prima casa’

L’agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 80/E del 9 settembre 2019, innova così quanto sostenuto nella circolare n. 27/E del 21 giugno 2012 (paragrafo 2.2).
Il tema affrontato è, dunque, quello della alienazione della prima casa anteriormente al decorso di un quinquennio dalla data del suo acquisto: questa alienazione provoca la decadenza dall’agevolazione, ottenuta in sede di acquisto dell’abitazione, a meno che, entro un anno dall’acquisto, il contribuente alienante compri nuovamente un’abitazione per utilizzarla quale propria abitazione principale (questa norma è contenuta nel punto 4 della Nota II-bis all’articolo 1, Tariffa Parte Prima annessa al Dpr 131/1986, il testo unico dell’imposta di registro).
Secondo l’Agenzia delle Entrate,  si deve far riferimento alla norma recata dall’articolo 19 della legge 74/1987 che esonera da qualsiasi tassazione ogni atto connesso al procedimento di scioglimento del matrimonio, norma estesa anche all’ambito della separazione coniugale dalla sentenza della Corte costituzionale n. 154/1999. Ora, tale norma è stata via via interpretata in modo sempre più estensivo: e oggi si è stabilizzata l’opinione che non si decade dall’agevolazione, per mancato riacquisto, in caso di alienazione infra quinquennale, la quale venga posta in essere nell’ambito di un procedimento di separazione coniugale, sia se un coniuge aliena la casa all’altro coniuge (Cassazione 3753/2014, 2111/2016 e 8104/2017) sia se i coniugi alienino la casa a un terzo, in quanto, stante la filosofia della norma in questione, non ha senso limitarne la portata ai trasferimenti infra coniugali (Cassazione 7966/2019).