IL TRUST PER CEDERE I BENI AGLI EREDI

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23 Ott
2019

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IL TRUST PER CEDERE I BENI AGLI EREDI

Con ordinanza n. 18831 del 12 luglio 2019 le Sezioni unite della Cassazione hanno affermato che il trust istituito per trasmettere un patrimonio ai beneficiari alla morte del disponente non ha la natura di un atto “a causa di morte” (mortis causa) ma quella di un atto “tra vivi” (inter vivos).

L’articolo 458 del Codice civile vieta i “patti successori” e precisamente dispone che: “è nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione. È del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi.”

Con la suddetta ordinanza si è voluto affermare che siamo al di fuori di questa fattispecie in quanto il trust non comporta una «devoluzione mortis causa di sostanze» del disponente poiché il trust è «costituito con atto inter vivos» e realizza un trasferimento patrimoniale dal disponente al trustee, il quale ha il compito fiduciario di gestire i beni ricevuti dal disponente e di devolverli ai beneficiari al termine del trust. Costoro acquistano il patrimonio del trust «direttamente dal trustee e non già per successione mortis causa dal de cuius».

Il decesso del disponente non è la “causa” della trasmissione patrimoniale ai beneficiari del trust ma è il momento nel quale detta trasmissione avviene: la “causa” della trasmissione patrimoniale è l’istituzione e la dotazione del trust e l’incremento patrimoniale che i beneficiari ottengono trova la sua fonte nell’istituzione del trust.

Con l’istituzione del trust (affidamento al trustee della gestione di un dato patrimonio in vista del perseguimento di un dato scopo), il trustee avrà il dovere di trasmettere ai beneficiari il patrimonio esistente nel momento in cui il trust cessa, ed è inquadrabile come un evento meramente attuativo di una costruzione già consolidata nel momento in cui il trust è stato istituito: «La morte del settlor non ha alcuna rilevanza causale, potendo al più individuare il momento di esecuzione dell’attribuzione finale».

L’atto mortis causa è diretto a regolare i rapporti patrimoniali di un dato soggetto «per il tempo e in dipendenza della sua morte: nessun effetto, nemmeno prodromico o preliminare, esso è perciò destinato a produrre, e produce, prima di tale evento».

Secondo la Cassazione, se il disponente istituisce un trust per finalità di trasmissione di un dato patrimonio ai suoi figli a far tempo dalla sua morte, questa strumentazione è da qualificare «in termini di donazione indiretta», facendo insorgere un’attività negoziale che realizza il risultato economico di una donazione (il decremento del patrimonio del donante e l’incremento del patrimonio del donatario, il tutto per spirito di liberalità) con uno strumento giuridico diverso dalla donazione formale che si attua con atto notarile stipulato in presenza di due testimoni.